Vite: albero di tra Lughnasadh e Mabon – Ogham Muin

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LA VITE NEL MITO, NELLE LEGGENDE E NEL FOLKLORE

I druidi classificavano come albero qualsiasi vegetale che avesse uno stelo legnoso. La vite, quindi, così come il rovo, sono elencati tra gli alberi degli Ogham.

La vite non è una pianta autoctona del suolo irlandese e, per questo motivo, non veniva usata per vinificare. Al suo posto venivano utilizzate le more di rovo. Quest’ultimo è infatti originario del clima fresco del Nord Europa e con la vite condivide le caratteristiche sinuose e i frutti dolci. Anche nella mitologia celtica irlandese e gallese non viene mai citata la vite, ma a volte si ritrovano le more e il rovo.

In Irlanda, le more non possono essere raccolte dopo la festa di Samhain e quelle rimaste sui rami vengono abbandonate alle Fate. La leggenda narra che, dopo la festa, il Pùca, uno spirito del piccolo popolo, sputi sulle more e queste diventino immangiabili.

Anche i cristiani mantennero questo tabù, sebbene la colpa dell’avvelenamento delle more sia per loro dovuto al fatto che quando il diavolo fu cacciato dal cielo atterrò su un rovo. Questo lo fece così arrabbiare che maledisse la pianta e ci sputò sopra. Dopo il 29 settembre era quindi proibito mangiare le more perchè il diavolo entrava in loro.

La motivazione scientifica di queste leggende è dovuta al fatto che in autunno alcuni insetti iniziano a deporre le uova sul frutto maturo. Questo se mangiato causa problemi allo stomaco.

 

Il legno di rovo era usato nell’intreccio di cesti, in modo simile al salice, Veniva anche piantato insieme al biancospino nelle siepi, in modo che gli animali da pascolo fossero delimitati.

UTILIZZO DELLA VITE IN ANTICHITÀ

PER CURARE

Il rovo è utile anche dal punto di vista curativo.

Le foglie, raccolte in estate, sono astringenti.

I frutti, sono diuretici.

 

COME FONTE DI CIBO

Con gli acini d’uva, naturalmente si produce il vino. In antichità questo si produceva con le more.

UTILIZZO MAGICO

Nella tradizione contadina, si credeva che un arco di rovo che aveva radicato ad entrambe le estremità avesse poteri speciali. Veniva infatti utilizzato per curare, ad esempio, un bambino con la pertosse, che sarebbe dovuto passare sotto l’arco per tre volte prima di colazione per nove giorni consecutivi. Alla fine del periodo sarebbe guarito.

 

Se l’argomento OGHAM ti interessa, dal 2021 io e Efrem Briatore, guida ambientale escursionista ed esperto in meditazione e riconnessioni, abbiamo creato un videocorso sull’Ogham, per conoscere gli alberi legati all’alfabeto arboreo, sia dal loro punto di vista simbolico e dell’utilizzo che i celti ne facevano, attraverso i miti e le leggende, sia attraverso la conoscenza dell’energia dell’albero a cui è legato.

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