Nocciolo: albero tra Imbolc e Ostara – Ogham Coll

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IL NOCCIOLO NEL MITO, NELLE LEGGENDE E NEL FOLKLORE

Fin dai tempi più antichi, dagli albori del mondo, intorno alla sorgente di Connla, nel regno dei Túatha Dé Danann, crescono nove alberi di nocciolo. Dentro la sorgente, invece, nuotano cinque salmoni, che si nutrono delle nocciole che cadono in acqua. I salmoni, liberi di nuotare, vanno nei fiumi del mondo. Colui che mangerà uno dei cinque salmoni della conoscenza riceverà l’ispirazione poetica e la saggezza.

 

È da questa che tutte le leggende e i miti sulle nocciole e sul nocciolo come fonte di conoscenza, prendono vita. Uno, comunque, è il più conosciuto.

Il poeta Finn Eces (o Finegas) trascorse sette anni a cercare di pescare un salmone dalla sorgente. Un giorno estremamente benedetto, ci riuscì. Egli si mise a cucinare il salmone, per poter finalmente raggiungere la massima conoscenza e, arrivato da lui il suo servo, Fionn, gli ordina di cucinarlo per bene e di far attenzione a non mangiarne nessun pezzo.

Fionn obbedisce, cucina il salmone, girandolo più e più volte, ma toccando il pesce con il pollice per controllare la cottura, si brucia e, senza pensarci, si succhia il dito bruciato. È così che guadagna la saggezza del salmone, concentrata in quell’unica goccia di grasso ed è così che diventerà il grande eroe dei Fianna.

Il salmone della conoscenza, divenuto tale per aver mangiato le nocciole della sorgente di Connla, si trova in molti dei miti irlandesi. Diversi esseri primordiali che personificano la vecchiaia e la conoscenza antica sono descritti con forma di salmone. In particolare, si parla di Fintan mac Bóchra, il saggio, che accompagna Cessair in Irlanda prima del diluvio e Tuan mac Cairill, al seguito di Partholon, che sarà l’unico a sopravvivere al diluvio.

Anche il folklore e le leggende tramandano la grande importanza che il nocciolo e le nocciole avevano. Una tradizione, anche piemontese, dice che portare una manciata di nocciole in tasca porti fortuna e che trovarne due attaccate sia segno di buon auspicio. Dal periodo cristiano in poi, si crede anche che il nocciolo sia efficace contro le fate e le streghe.

In Irlanda questo albero era anche collegato al superamento della morte e alla divinazione. Delle nocciole venivano poste nelle bare, per esempio, e i druidi utilizzavano bacchette di nocciolo per la divinazione. Questo si ritrova anche in Scozia, in un’antica tradizione del periodo di Samhain, dove i ragazzi, seduti intorno al fuoco, buttavano le nocciole tra le fiamme e dallo scrocchiare dei gusci, cercavano di capire la risposta alla propria domanda silenziosa. Non ci restano ogham incisi su legno di nocciolo purtroppo, perché questo si degrada facilmente, ma è estremamente plausibile che venissero incisi in riti di divinazione.

In Inghilterra, ancora nel Seicento, si usava un ramo biforcuto di nocciolo non solo per trovare la presenza di tesori sepolti o di acqua sotterranea, ma anche per scoprire i colpevoli di omicidio o di furto.

L’abbattimento di un nocciolo, un tempo, comportava la pena capitale, poi tramutata nel pagamento di una mucca.

UTILIZZO DEL NOCCIOLO IN ANTICHITÀ

PER CURARE

Il nocciolo è utile anche dal punto di vista curativo.

La corteccia, staccata in ottobre è astringente.

Le foglie, raccolte in estate, sono depurative.

Gli amenti, sono sudoriferi.

COME FONTE DI CIBO

Le nocciole erano già allora fonte di vita nel rigido inverno.

UTILIZZO MAGICO

Si dice che portare una manciata di nocciole in tasca porti fortuna e che trovarne due attaccate sia segno di buon auspicio.

 

Se l’argomento OGHAM ti interessa, dal 2021 io e Efrem Briatore, guida ambientale escursionista ed esperto in meditazione e riconnessioni, abbiamo creato un videocorso sull’Ogham, per conoscere gli alberi legati all’alfabeto arboreo, sia dal loro punto di vista simbolico e dell’utilizzo che i celti ne facevano, attraverso i miti e le leggende, sia attraverso la conoscenza dell’energia dell’albero a cui è legato.

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