Frassino: albero tra Ostara e Beltane – Ogham Nion

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IL FRASSINO NEL MITO, NELLE LEGGENDE E NEL FOLKLORE

Il Frassino è il terzo albero dell’Ogham, ma c’è stato un tempo nel quale egli era il quinto.

Il suo scambio con l’Ontano è forse riconducibile ad una battaglia tra due gruppi diversi che adoravano Dei differenti. Graves afferma che il testo della Battaglia degli alberi rappresenti una guerra reale combattuta nella piana di Salisbury, per la conquista del territorio. Questa conquista avrebbe avuto luogo agli inizi del IV secolo a.C., quando i Brittoni belgi, che adoravano il dio del frassino Gwydion (identificabile con Belenus, il Dio della luce), con l’aiuto di una tribù che già era stanziata in Britannia, si impadronirono del santuario nazionale (forse Avebury), sottraendolo all’ordine sacerdotale che allora era al potere e che adorava tra gli altri il Dio Arawn, Dio dell’Altromondo, e Bran, il Dio del corvo o dell’ontano.

Probabilmente entrambe le adorazioni nascondevano un segreto religioso. La vittoria del primo gruppo fece quindi traslare l’importanza dall’ontano al frassino e questo si rifletté anche sull’alfabeto sacro.

 

Il racconto del Frassino ci porta a vedere il mischiarsi della cultura celtica con quella germanica. Gwydion, infatti, secondo Sir John Rhys è una divinità mista teutonico-celtica, corrispondente a Woden o Odino. Il nome norreno del cavallo di Gwydion è Askr Yggr-drasill, o Yggdrasill, tradotto come “il frassino che è il cavallo di Yggr”, dove Yggr è uno degli epiteti di Woden. Yggdrasill, nella mitologia scandinava, era il frassino sacro a Odino, le cui radici e fronde si estendono per tutto l’universo.

 

Nel mondo celtico il frassino era molto apprezzato per le sue doti magiche e miracolose. In una leggenda irlandese si narra che il druido Fintan Mac Bochra giunse nell’isola durante la prima invasione mitica e trasformandosi in salmone durante il grande diluvio fu l’unico a sopravvivere. Fintan, dunque, piantò cinque alberi magici per segnare i confini delle province d’Irlanda. Questi alberi erano:

Il frassino di Tortu

Il tronco di Ross (un tasso)

La quercia di Mugna (ma il nome gaelico indica che dovesse essere un tasso e non una quercia)

Il ramo di Dathi (un frassino)

Il Frassino di Uisneach

Gli alberi sacri furono abbattuti nel 665 d.C. come segno della vittoria del cristianesimo sui celti d’Irlanda.

 

Il nome del frassino, Nion, rimanda a Nuada, il grande re dei Tuatha de Danann, Il cui nome è tradotto come costruttore di nubi. Questo è un rimando interessante. Nella cultura greca, infatti, il frassino era legato alle nubi e alla pioggia.

Nella tradizione questo albero era utilizzato per costruire i troni e i bastoni dei druidi oltre che le lance. L’albero veniva inoltre associato ai giovani guerrieri e proprio per questo motivo veniva affidata loro una lancia in frassino con cui avrebbero superato una serie di prove rituali. Era anche simbolo di rinascita e si credeva capace di operare guarigioni miracolose.

UTILIZZO DEL FRASSINO IN ANTICHITÀ

PER CURARE

Il frassino è utile anche dal punto di vista curativo. 

La corteccia, staccata in primavera, è febbrifuga e antireumatica.

Le foglie, raccolte in primavera, sono antireumatiche e diuretiche.

I frutti, sono blandi lassativi.

La cenere calma i problemi di digestione, vescica e intestino. 

UTILIZZO MAGICO

Fra i Celti i frassini sacri erano considerati simboli di rinascita e capaci di operare guarigioni miracolose. Fino a due secoli fa nella contea inglese di Selborne era usanza, prima del levar del sole, far passare nudo un bambino malato di ernie o di rachitismo nel cavo di un vecchio Frassino; oppure, dopo aver praticato un taglio longitudinale in una pianta giovane, lo si faceva passare nella fenditura tre volte, o tre volte per tre. Poi, richiusa la fenditura con argille, si legava il tronco: se il taglio si cicatrizzava, l’ernia sarebbe scomparsa. Chi ne aveva goduto i benefici vegliava sull’albero perché, se lo si fosse abbattuto, la malattia sarebbe ricomparsa, insieme a una cancrena mortale.

 

Se l’argomento OGHAM ti interessa, dal 2021 io e Efrem Briatore, guida ambientale escursionista ed esperto in meditazione e riconnessioni, abbiamo creato un videocorso sull’Ogham, per conoscere gli alberi legati all’alfabeto arboreo, sia dal loro punto di vista simbolico e dell’utilizzo che i celti ne facevano, attraverso i miti e le leggende, sia attraverso la conoscenza dell’energia dell’albero a cui è legato.

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