Betulla: l’albero di Imbolc – Ogham Beth

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LA BETULLA NEL MITO, NELLE LEGGENDE E NEL FOLKLORE

La parola betulla deriva da una radice protoindoeuropea bhereg-, che significa “brillare, splendere, bianco”. Il suo significato è molto simile al significato del nome della Dea che le è accumunata: Brigit. Ella è “l’alta, la luminosa”, Dea dell’inizio e della primavera. Brigit possiede infatti, un bastone di betulla, con il quale tocca la terra per farla rinascere.

Anche il Dio Lugh è legato a quest’albero. Tradizionalmente, si dice che la betulla sia piena della luce del Dio guerriero Lugh, e questo la lega ancora oggi all’idea di protezione dal male.

In realtà Brigit e Lugh sono due aspetti irlandesi (femminile e maschile) della stessa forza luminosa. Anche in Gallia Cisalpina troviamo una coppia divina con le stesse caratteristiche: Belisama e Belenus.

Nel libro di Taliesin, dal Libro rosso di Hergest del XIII secolo, viene detto che su una verga di betulla fu incisa la prima iscrizione ogamica d’Irlanda: le sette B, un avvertimento al Dio Lugh a stare attento perché la moglie gli sarebbe stata portata via sette volte nel regno delle fate se la betulla non l’avesse sorvegliata. Lugh per capire il messaggio dovette scomporre i sette flesc in due lettere dello stesso aicme: Saille e Fearn, che stavano ad indicare i termini irlandesi sid e ferand.

La betulla è l’albero della rinascita, durante il solstizio d’inverno la tradizione popolare britannica vedeva il pettirosso, lo spirito dell’anno nuovo armato in una Verga di betulla, intento a cercare di uccidere il suo predecessore, il regolo dal ciuffo, lo spirito dell’anno vecchio che si nasconde nei cespugli di edera. Ancora oggi, al Nord, nei riti contadini, si adoperano verghe di betulla per scacciare lo spirito dell’anno vecchio.

Un altro aspetto che rende la betulla sacra è probabilmente il fatto che ai suoi piedi crescono le amanite muscarie, i funghi psicotropi. Sicuramente anche i druidi facevano uso, come tutte le altre popolazioni antiche della terra, di erbe e funghi allucinogeni per connettersi al divino. Addirittura, questa connessione tra i due è perseverata fino al folklore medievale, dove si diceva che la scopa della strega fosse fatta in betulla e con questa ella facesse i suoi voli. I voli della strega non sono da intendere come letterali, ma psichici. Le streghe utilizzavano infatti degli unguenti particolari, fatti con piante psicotrope. Oppure, ingerivano erbe o funghi che le portavano a sembrare di stare volando. Questo è un effetto dato soprattutto dalla belladonna.

La betulla è anche guardiana tra questo mondo e l’altro. Nella storia The Wife of Usher’s Well, un’antica ballata che compare in Minstrelsy of the Scottish Border di Scott, una madre è addolorata per la perdita dei suoi tre figli che aveva mandato in mare. La tradizione diceva che i morti non dovessero essere pianti per più di un anno e un giorno, altrimenti i loro spiriti irrequieti sarebbero potuti tornare a perseguitare i vivi. La donna però ignorò il tabù e per questo motivo, nel cuore dell’inverno, apparvero i fantasmi dei suoi figli. Indossavano tutti cappelli con foglie di betulla per proteggerli dal mondo fisico che ormai non era più loro.

Si dice anche che la Ghillie Dhu, una fata scozzese che indossa muschio e foglie, viva nei boschetti di betulle.

 

UTILIZZO DELLA BETULLA IN ANTICHITÀ

La betulla era uno dei legni più disponibili sul territorio dell’Europa occidentale, per questo motivo veniva utilizzata un po’ per tutto nella creazione di piccoli manufatti. Con il legno di betulla si producevano tradizionalmente le culle dei neonati, in quanto considerato l’albero degli inizi che scaccia gli spiriti maligni.

Per curare

La betulla è utile anche dal punto di vista curativo.

La corteccia, staccata dai giovani rami in primavera è febbrifuga.

Le gemme e le foglie, raccolte in primavera, sono febbrifughe e diuretiche. Venivano utilizzate per curare cistiti, calcoli renali, reumatismi e gotta.

Come fonte di cibo

La linfa della betulla può essere spillata mentre sale in primavera e fermentata per fare il vino di betulla, un processo ancora praticato oggi nelle Highlands. Anticamente, i druidi creavano un cordiale con la linfa celebrare l’equinozio di primavera.

Utilizzo magico

Le foglie di betulla venivano gettate nel fuoco per purificare il luogo. I rami venivano usati per allontanare gli spiriti e venivano percossi su animali e persone per purificare.

 

Se l’argomento OGHAM ti interessa, dal 2021 io e Efrem Briatore, guida ambientale escursionista ed esperto in meditazione e riconnessioni, abbiamo creato un videocorso sull’Ogham, per conoscere gli alberi legati all’alfabeto arboreo, sia dal loro punto di vista simbolico e dell’utilizzo che i celti ne facevano, attraverso i miti e le leggende, sia attraverso la conoscenza dell’energia dell’albero a cui è legato.

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